Un patto sociale per welfare comunitario di solidarietà e di benessere per tutti. Gli esiti della due giorni degli stati generali.

Il 28 e 29 maggio 2015, alla presenza, nell’arco delle due giornate, di oltre cento partecipanti presso il Palacultura di Messina,  gli Stati  Generali dei Servizi Sociali hanno portato a termine la seconda tappa del loro programma: la messa a fuoco dei risultati del processo partecipativo che ha raccolto idee, esperienze, proposte e anche critiche di un ampio arco di attori istituzionali, della società civile e del terzo settore. La finalità ch ha accomunato tutti quella di riscrivere un nuovo patto per la città, volto alla rifondazione e riorganizzazione di un modello di welfare comunitario, fondato sulla solidarietà e il benessere per tutti e per dare attuazione ai diritti di cittadinanza  e alla piena inclusione sociale dei cittadini più fragili.

In due giornate di lavori, a ritmo serrato e senza interruzioni, si sono susseguiti una ventina tra relazioni di esperti, interventi e comunicazioni di gruppi di interesse, a partire dai documenti sottoposti al processo partecipativo instaurato dall’assessorato alle politiche sociali a gennaio e protrattosi per circa tre mesi (attraverso più di 20 incontri con più di 50 organismi portatori di un ampio spettro di interessi). Di rilevante significato politico è stato il segnale lanciato in questa circostanza dal sindaco e dai suoi assessori e dal segretario generale del Comune, volto ad affermare un metodo di lavoro amministrativo orientato alla integrazione di tutte politiche pubbliche (sociali, educative, ambientali, abitative, ambientali, culturali) nell’ottica della creazione di modello di welfare della cittadinanza, della solidarietà e dei diritti della comunità messinese.

La sintesi finale dei lavori da parte dell’assessore alle politiche sociali Antonino Mantineo hanno disegnato  il percorso che da qui in avanti segnerà le linee di indirizzo politico (nel segno dell’integrazione delle politiche per la città) che l’amministrazione Accorinti nel suo insieme intende seguire per il resto del suo mandato:

  • La stabilizzazione e istituzionalizzazione del tavolo concertativo (partecipativo) per la stipula del patto per la città e la creazione di un modello di welfare comunitario. A tal fine sarà creato un gruppo di lavoro interassessoriale e resa permanente la consultazione con gli organismi del terzo settore;
  • L’istituzione di un osservatorio permanente per le politiche di welfare, per il controllo e la valutazione degli interventi di welfare, con la presenza attiva non soltanto dei soggetti istituzionali e di rappresentanza (Asp, Università, Ufficio scolastico provinciale, Uffici giudiziari, Imprenditori e Associazioni datoriali, Organizzazioni sindacali, ordini professionali),  ma anche degli organismi del volontariato e del terzo settore;
  • Riorganizzazione e rifunzionalizzazione del Dipartimento delle politiche sociali, mediante : a) la istituzione della figura del dirigente fisso e a tempo pieno; b) la creazione di un sistema informativo basato sulle nuove tecnologie; la distinzione dei ruoli tecnici e amministrativi e la fissazione di mete e obiettivi programmatori e gestionali;
  • L’istituzione dell’ufficio del servizio sociale professionale per la realizzazioni degli obiettivi visti dalla legislazione nazionale e regionale di programmazione, gestione, controllo e valutazione degli interventi e servizi sociali;
  • Creazione dei presidi territoriali (con personale tecnico del dipartimento e la partecipazione di organismi ecclesiali, associazioni di volontariato e di promozione sociale) per l’accesso facilitato ai servizi, l’ascolto delle domande e dei bisogni, il monitoraggio dei servizi.

Antonino Mantineo – Assessore ai servizi sociali – Comune di Messina

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SECONDA GIORNATA Idee, contraddizioni, cooperative, Multiservizi. Dalla teoria degli Stati generali alla speranza di concretezza

Seconda e ultima giornata degli Stati generali dei servizi sociali promossi dall’assessore Nino Mantineo. Sul tavolo contributi e percorsi da intraprendere, la certezza che non bisogna più parlare solo di servizi sociali ma di welfare e qualche voce critica. Adesso si dovrà però iniziare a tradurre tutto in azioni concrete.

Nella prima giornata l’idea di un Pattoper la città di Messina per costruire benessere attraverso una rete di alleanze tra Istituzioni, enti, mondo delle associazioni e delle cooperative .  Ieri il tentativo di dare concretezza a questo patto, di riempire di significato un momento che altrimenti resterà solo un bel convegno pieno di tante parole e pochi fatti. Gli Stati generali dei servizi sociali promossi dall’assessore Nino Mantineo alla fine si sono chiusi con una certezza: inutile continuare a parlare di servizi sociali come un settore chiuso e avulso da tutto il resto ed iniziare a ragionare in ottica di welare, di benessere complessivo del cittadino e della collettività, di politiche integrate e di rinnovamento dei servizi. Le considerazioni che questi Stati generali lasciano dovranno rappresentare la base su cui iniziare aricostruire l’intero sistema socio-assistenziale, una presa di coscienza che forse doveva arrivare prima e non due anni dopo l’inizio dell’amministrazione Accorinti, ma che comunque oggi non lascia più alibi alla mancanza di azione e programmazione. Dalla discussione che ieri ha chiuso questi due giorni di incontri è emerso che i binari su cui si muoveranno i servizi sociali comunali sono due: da un lato l’idea di quella Multiservizi in cui dovrebbe confluire anche la gestione diretta dei servizi sociali, dall’altro ilcontinuo dialogo e confronto con il mondo del terzo settore che dovrà essere sempre protagonista di questo rinnovamento che, almeno nelle intenzioni, tutti vogliono provare ad avviare. Per l’assessore Mantineo i presupposti da cui partire alla luce degli Stati generali sono tanti: costituire un tavolo di concertazione che diventi metodo costante di progettazione e che assegni a ognuno precise responsabilità; istituire unosservatorio permanente che possa monitorare con costanza e continuità l’andamento dei servizi, i bisogni del territorio, le domande dell’utenza che cambiano e si evolvono; creare unacabina di regia comunale, chiesta da tutti durante questi due giorni di incontri, ma anche un gruppo interassessoriale che metta insieme i vari esponenti della Giunta, com’è accaduto al Palacultura, per lavorare su quella visione condivisa di welfare che è diventato principio basilare da cui partire; puntare sui territori e ridare dignità alle periferie. Gli strumenti per realizzare questi obiettivi saranno intanto l’ufficio comunale del servizio sociale e poi un ufficio distrettuale nell’ottica della città metropolitana. “Ridefinire le politiche pubbliche significa porre al centro la persona, e non i disagi, i servizi o l’ente. Al Comune resterà il compito di fornire le prime risposte, ma chi deciderà di stare dentro al patto dovrà fare la propria parte.  La società Multiservizi come modello gestionale è ancora un cantiere aperto ma crediamo che ci potrà essere spazio di azione per tutti, anche per le cooperative che non vogliamo eliminare perché, come dimostrato anche dai contributi dati agli Stati generali, sono risorse da non sprecare” ha dichiarato l’assessore Mantineo.

Queste due giornate di studio lasciano indiscutibilmente molti spunti di riflessione, hanno messo in luce criticità che da tempo sono sotto gli occhi di tutti, hanno fatto emergere contraddizioni ancora da superare e dunque adesso dovrà iniziare la vera fase di azione altrimenti si rivelerà tutto inutile. Per tutti la prospettiva non può che essere di lungo respiro perché si tratta di processi lenti, ma le basi per iniziare a concretizzare qualcosa sono state messe sul tavolo. Il primo banco di prova sarà tra pochi mesi, quando si dovrà ricominciare a discutere degli affidamenti dei servizi comunali che al momento sono stati assegnati con bandi annuali. Guardando avanti si dovranno focalizzare nel dettaglio tutti gli ambiti di intervento, in questi due giorni poco dibattuti perché il confronto si è basato soprattutto su temi generali. E si dovrà scongiurare il rischio di parlarsi tra pochi intimi, come è accaduto ieri al Palacultura dove è mancata la platea, perché la tematica è molto ampia e l’utenza di riferimento diventa l’intera città, soprattutto se ci si vuole concentrare su un’idea più generale di welfare.

Un orizzonte più ampio che ha coinvolto anche gli assessori Sebastiano Pino, Gaetano Cacciola, Patrizia Panarello e Daniele Ialacqua che, ognuno per il proprio ambito di competenza, vogliono essere in prima linea e attuare tutte le politiche del welfare che possono migliorare la qualità della vita dei cittadini sotto tanti aspetti.

GLI INTERVENTI

Pino ha parlato di risanamento e delle nuove tipologie di povertà a cui bisogna iniziare a dare risposte, magari iniziando a sfruttare i fondi Pon metro che possono rappresentare un ottimo strumento per superare le emergenze. Cacciola ha puntato l’attenzione sulla mobilitàe sulla necessità di reinventare il concetto di mobilità sostenibile mettendo al centro il pedone, continuando a lottare contro quelle resistenze che sorgono a ogni tentativo di cambiamento. La Panarello, nonostante quel certificato medico che le consiglia un periodo di riposo dopo l’assalto degli ambulanti e che ha fatto discutere nei giorni scorsi, non ha mancato l’appuntamento con gli Stati generali e ha incentrato il suo intervento sul tema dell’educazione come unica via per formare cittadini capaci di prendere domani in mano le redini della città. E poi l’affondo più duro dell’assessore Ialacqua che ha criticato il fallimento del sistema della cooperazione che a Messina negli anni si è macchiato di logiche clientelari e interessi di profitto. Per Ialacqua si dovrebbe chiudere definitivamente il capitolo cooperative, non solo nel sociale ma anche in tutti quei servizi legati a pulizia e manutenzioni, e dunque sì alla Multiservizi pensata da questa amministrazione per la riorganizzazione dei servizi oggi gestiti dalle partecipate. E uno sguardo anche ai beni comuni per creare una cittadinanza attiva e responsabile.

Di Multiservizi ha parlato il segretario/direttore generale Antonio Le Donne, padre di questa grande operazione che dovrebbe abbracciare anche il settore dei servizi sociali. La formula è ancora da definire e sarà oggetto di dibattito nei prossimi mesi, anche alla luce delle valutazioni fatte in questi Stati generali che hanno visto anche le cooperative in prima linea, nonostante la multi società a cui punta l’amministrazione Accorinti dovrebbe portare lavoro e servizi all’interno, chiudendo un’era in cui il sociale è stato nelle mani del mondo della cooperazione.  Per Le Donne bisogna partire dalle difficoltà che attanagliano il settore dei servizi sociali, da quella frammentazione nell’erogazione e da una struttura vetusta che non rispondono più a connotati di modernità. “Preferisco costruire il bene piuttosto che vagheggiare l’ottimo e da qui è nata una proposta alternativa alla situazione attuale. La governance dei servizi sociali deve camminare su due gambe, una fornita dal comune, l’altra dal soggetto erogatore dei servizi. Il comune deve studiare, progettare, pianificare, regolamentare, assegnare, disciplinare, controllare. La seconda gamba eroga materialmente il servizio attraverso protocolli monitorati e controllo della qualità. Diversamente avremo un andamento zoppo e servizi che crollano. La seconda gamba è quella che abbiamo chiamato Messina Multiservizi”.

Agli amministratori toccheranno le scelte politiche e di azione, sembrano però non esserci dubbi sul fatto che l’obiettivo a cui puntare è uno sviluppo di comunità che crei benessere per l’individuo e dunque per la collettività. Lo ha spiegato Antonina Santisi, psicologa dell’Asp di Messina, che ha parlato di benessere e salute e della necessità di un processo che migliori la qualità della vita di chi sta dentro la comunità, offrendogli condizioni e strumenti. “Una comunità può dirsi competente quando ha un repertorio di possibilità e alternative, quando sa dove e come ottenere risorse, quando chiede di essere autonoma. Per questo il ragionamento non è riconducibile ad un ambito circoscritto, ma deve transitare verso una visione multi settoriale. Alle amministrazioni locali tocca il compito di programmare benessere attraverso l’integrazione di tutte le politiche. L’obiettivo finale dev’esserel’erogazione di benessere e non di servizi, individuare i bisogni delle persone, migliorare la struttura organizzativa, fare rete, utilizzare le risorse con oculatezza, verificare sempre i risultati”. Per fare tutto questo però ogni cittadino dovrà sentire possibile il cambiamento e vedere questa possibilità negli occhi degli altri. Dunque un appello agli amministratori: “Siate credibili”.

LE VOCI CRITICHE

Speranze, prospettive, impegni. A riportare tutti con i piedi per terra ci ha pensato però l’intervento duro e lucido di Paolo Amenta, vice presidente dell’Anci Sicilia: “Quando si parla di welfare di comunità, nuovo modello di sviluppo, benessere e qualità della vita dobbiamo capire qual è la cornice, altrimenti diventa solo un esercizio di stile, teoria senza concretezza. Siamo una Regione che in questo momento ha indicatori più drammatici della Grecia. Siamo un territorio senza depuratori, senza un piano di gestione dei rifiuti, un territorio in cui l’acqua è una risorsa scarsa e queste dovrebbero essere le pre-condizioni per parlare di benessere. Il nostro Pil è prodotto da buste paga pubbliche, non abbiamo produzione di ricchezza, quindi come pensare di avere le risorse per costruire welfare di comunità? Siamo una regione che non riesce a spendere i fondi Pac per carenze negli uffici, intoppi amministrativi, superficialità. Non abbiamo nessuna strategia, la Sicilia è un aereo senza pilota. Ma l’alternativa possiamo darla noi come Comuni perché il territorio è pronto a mettersi al centro. Dobbiamo combattere per ottenere che le risorse della Comunità europea siano a disposizione diretta dei Comuni, anche se prima bisogna dotarsi di strumenti professionalmente all’altezza per programmare, progettare, saper spendere ed essere in grado di parlare con Bruxelles”. Amenta è stato l’unico, in queste due giornate, a parlare anche di immigrazione, di un’accoglienza che in Sicilia è miseramente fallita, di Sprar, minori e opportunità che questo territorio, con il suo 65% di disoccupazione giovanile, non può dare a chi arriva a bordo dei barconi. “Iniziamo a dirci la verità e ripartiamo dalle pre-condizioni perché altrimenti non potrà nascere nessun modello di welfare”.

Tra le voci critiche anche quella della Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza Maria Baronello, che in questi mesi non ha mai risparmiato dure contestazioni alla gestione dei servizi sociali targati Mantineo. La garante ha focalizzato il suo intervento sulla scarsezza dei servizi che il Comune eroga nel campo dell’infanzia, sul divario tra l’assistenza anziani che assiste 1400 utenti e la presenza di tre soli asili nido comunali. “Abbiamo risposte standardizzate, non c’è diversificazione dell’offerta. Per superare questo stallo bisognamettere allo stesso tavolo il piano tecnico e quello politico perché la complessità della materia obbliga a valutazioni variegate. I fenomeni si spostano, si evolvono. Da vent’anni si parla di welfare di comunità ma guardiamo a noi, dalle circoscrizioni che in questo settore non ci sono, al dipartimento che riesce a coprire tutte le esigenze. Il comune deve assumersi la responsabilità di superare queste criticità ed essere la cabina di regia della sinergia con il privato”.

Inaspettatamente critica anche Maria Lucia Serio, presidente della Consulta delle organizzazioni, che senza peli sulla lingua ha parlato dell’atteggiamento di chiusura degli uffici che vedono questo organismo come un corpo esterno e della scarsa interlocuzione con la Giunta Accorinti. “Auspichiamo che l’amministrazione costituisca un osservatorio permanente con tutti gli enti e le organizzazioni per conoscere la domanda sociale, ma è necessaria anche una nuova governance attraverso modalità che non sviliscano la cooperazione, che non producano gare al massimo ribasso che penalizzano i cittadini. Bisogna trovare nuove forme di affidamento di gestione, superare le gare e pensare a bandi che tengano conto dei budget senza andare a tagliare quando i servizi sono già in corsa”. Dalla consulta anche perplessità sulla Multiservizi e sulla reale capacità che questa nuova forma di gestione avrà nel garantire la qualità delle risorse umane, la riqualificazione continua degli operatori, la valutazione dei servizi in termini di efficacia ed efficienza, la totale copertura dei bisogni sociali.

Non le ha mandate a dire neanche Maria Celeste Celi, presidente del Cirs che ha esordito puntualizzando che sarebbe stato bello se questi Stati generali fossero stati fatti due anni fa. Dunque un appello agli amministratori: “I tempi della burocrazia sono troppo lenti e non ci consentono di operare, questo è il primo passo per trasformare questa bellissima teoria di cui abbiamo parlato in pratica. Lasciamo alle associazioni la possibilità di agire in fiducia, legalità e funzioni. Convochiamo tutte le associazioni e recuperiamo la credibilità che non abbiamo più”.

A difendere le cooperative Tino Cundari di Confcoperativa e presidente della coop Cas eGianni Ammendolia, presidente di Azione Sociale. Entrambi hanno provato a gettare una luce positiva sull’operato delle cooperative facendo rilevare come troppo spesso gli appalti penalizzino attività e professionalità. “Ci troviamo ad essere agenzie interinali” ha dichiarato Cundari, a fargli da eco Ammendolia che ha contestato il momento in cui, intorno al 2001, è cambiato il paradigma dei servizi sociali ed è stato messo al centro il lavoratore e non più l’utente”.

Francesca Stornante

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PRIMA GIORNATA Ecco gli ingredienti degli Stati generali dei servizi sociali. Obiettivo: un Patto per una città più vivibile

Lungo dibattito nella prima giornata dedicata agli Stati generali dell’assessore Nino Mantineo. Si è parlato di welfare, necessità di condivisione dei percorsi, nuovi modelli di gestione, cooperative, bisogni e utenti. Tanti i protagonisti in campo, dai sindacati agli ordini professionali. Oggi a partire dalle 9 la seconda giornata al Palacultura.

Stati generali come momento conclusivo di un percorso di incontri, confronti e studio, stati generali comepunto di partenza per quella che dovrà essere la nuova organizzazione da dare ai servizi sociali, ma non solo. Perché limitare il ragionamento ai soli servizi sociali può apparire riduttivo e invece l’ambizione è di creare un modello nuovo di welfare, cioè di tutto ciò che riguarda e garantisce il benessere e la qualità della vita dei cittadini. E’ stato questo il leit motiv della prima giornata degli Stati generali dei servizi sociali, promossi dall’assessore Nino Mantineo. Ieri pomeriggio è stato dato il via a questa due giorni ospitata al Palacultura e tutta dedicata a tirare le somme di questi mesi di concertazione tra tutti gli attori del terzo settore. Un appuntamento attesissimo dall’assessore Mantineo che ha riposto negli Stati generali la ricetta per cambiare la rotta di un settore che continua a soffrire e che in questi due anni non ha portato a  quella rivoluzione che ci si aspettava dall’amministrazione Accorinti. Un appuntamento che ha visto la partecipazione degli operatori sociali, di alcuni assessori della giunta (Cacciola, Signorino, Ialacqua), del mondo cooperativistico rappresentato da Legacoop e da molti presidenti delle cooperative che in questo momento gestiscono i servizi comunali, dei sindacati Cgil e Uil, dei rappresentati degli ordini professionali, delle associazioni.

L’apertura dei lavori è toccata al SindacoRenato Accorinti che, consapevole che le difficoltà che ancora oggi ci sono nel settore dei servizi sociali fanno soffrire chi dovrebbe esserne servito, si è appellato ancora una volta allo spirito di comunità che l’amministrazione vuole infondere ai messinesi. Il primo cittadino ha parlato di diritti, legalità, di un sistema da cambiare ma da parte di tutti perché nessuno ha verità assolute e solo dalla condivisione dei percorsi si possono tracciare nuove strade. Poi l’intervento della Presidente Consiglio comunale Emilia Barrile che ha chiesto all’amministrazione di iniziare a programmare sul serio i servizi sociali in modo da garantire non solo funzionalità ma anche una migliore organizzazione.

All’assessore Mantineo il compito di spiegare cosa sono stati e cosa saranno gli Stati generali, quali sono gli obiettivi che bisognerà centrare dopo questo momento di confronto, come si tradurrà tutto ciò che è stato detto in atti concreti. “È venuto il momento di stipulare un patto affinchè tutti gli attori si stringano attorno a un’idea di città più vivibile. Non rassegniamoci al decadimento e al degrado, alla convinzione che Messina è una città da cui scappare. Abbiamo programmato questi Stati generali non solo puntando alla qualità dei servizi sociali ma a quella del welfare e della vita delle persone” ha esordito Mantineo che vuole rispondere anche ai tanti che, in questi mesi, hanno chiesto perché sono dovuti trascorrere due anni prima di arrivare a proporre un percorso simile. “Perché non l’abbiamo fatto due anni fa? Perché la soluzione non la può dare un uomo solo e nonostante so bene di essere stato il più contestato sono ancora certo che questa era l’unica strada percorribile. La soluzione non poteva essere un elemento che cambiava di colpo la condizione dei servizi sociali. Sono stati due anni faticosi tra proroghe necessarie per garantire i servizi, limiti che condizionano il lavoro di programmazione e risorse sempre incerte, ma adesso dobbiamo uscire dall’emergenza. Magari anche segnalando che certe cose si potevano correggere già da tempo”.  Per l’assessore il fulcro resta la costituzione di un Ufficio servizi sociali unicoche possa programmare, verificare i bisogni, controllare i servizi, bisogna integrare i servizi e superare la frammentarietà municipale per valorizzare un impianto distrettuale che diventa indispensabile nell’ottica della città metropolitana. Il Comune, insomma, non dovrà essere più il mero erogatore di risorse economiche ma l’ente che organizza e favorisce il raccordo tra quanto c’è di buono nell’attuale sistema e la necessità di rinnovamento e innovazione.

In questa prospettiva si mira all’stituzione di un unico centro di costo che possa essere la cabina di regia dell’intero welfare locale che dovrà realmente contemplare sia l’aspetto sociale che quello sanitario senza inutili dicotomie. Necessaria sarà un’attenta e rigorosaanalisi dei bisogni sulla quale costruire le strategie condivise che consentono di dare risposte ai cittadini in termini di servizi socio-sanitari più accessibili e qualitativamente eccellenti. Questi i punti affrontati da Maria Di Pietro e Giovanna Isaja del servizio sociale comunale e da Adriana Ferruccio del servizio sociale dell’Asp di Messina.

Naturalmente non poteva mancare la squadra di esperti che in questi due anni l’assessore Mantineo ha messo in piedi per supportarlo nell’azione amministrativa. Salvatore Rizzo ha voluto puntare l’attenzione sul fatto che in gioco non c’è solo il futuro dei servizi sociali, ma dell’idea di città che si vuole realizzare. Ha ricordato che le difficoltà di agire mentre la macchina è in corsa sono tante, soprattutto quando si fanno i conti con risorse limitate e scontri di interessi. “Dobbiamo ricostruire le fondamenta e dare vita ad un sistema compiuto di welfare ripensando nuovi paradigmi e modalità innovative di fruizione dei servizi, anche superando dogmi ben consolidati”.

All’altro esperto Antonio Anastasi invece il compito di raccontare il percorso di questi Stati generali, iniziato ormai oltre un anno fa e che da febbraio ha contato circa 20 incontri con una cinquantina di attori. “Abbiamo offerto a tutti qual era la nostra idea e indicato delle linee di riflessione sulla metodologia di lavoro condivisa, sulle risorse da impiegare, sul modello organizzativo da adottare, sui percorsi condivisi di formazione e riqualificazione da mettere in atto. Hanno risposto alla nostra chiamata gli Ordini dei consulenti del lavoro, dei medici, degli assistenti sociali, degli psicologi, numerosi istituti scolastici, l’Asp, il Cesv. Oggi sappiamo che abbiamo un patto da scrivere ma il percorso non è ancora concluso” ha spiegato Anastasi che ha poi fatto qualche esempio dei suggerimenti avuti in questi mesi di confronti. “Un primo punto da cui partire, e a questo arriveremo abbastanza presto, è ilpunto unico di accesso ai servizi che consentirebbe di qualificare l’intervento che offriamo ai cittadini e di conoscere meglio le effettive esigenze dell’utenza e di attuare un piano individualizzato di assistenza”. I tanti contributi ricevuti diventeranno piste di lavoro su cui muoversi, a cominciare dall’esigenza di integrare le politiche per avere un welfare che davvero risponde al bisogno di benessere dei cittadini.

Ospite d’onore di questa prima giornata è stato Gennaro Izzo, Coordinatore ufficio di piano ambito territoriale Napoli 33, che ha parlato di programmazione del welfare di comunità mettendo a confronto l’esperienza messinese con quella di altre realtà italiane, facendo un plauso alla scelta di avviare gli Stati generali come metodo concertativo. Il suggerimento di Izzo è di approdare ad un regolamento prima comunale poi distrettuale per definire chi concerta e con quale potere e definire i compiti di chi poi deve produrre in atti quanto emerge dalle riflessioni condivise. “La prima cosa da fare è andare insieme agli operatori per capire l’utenza e la domanda in termini di servizi. Chi decide di restare fuori da questo cammino resta fuori dal coro e canta da solo. Bisogna costruire la certezza che bel progetto è destinato a finire se resta fuori dalla regia pubblica”. Per Izzo deve passare tutto dall’intercettazione dei bisogni e delle innovazioni attraverso un modello unico di gestione che non crei frammentazioni tra il piano sociale e quello sanitario. “Se la concertazione diventa una regola non solo è perfezionabile ma possiamo arrivare a qualcosa di nuovo. Gli operatori sociali devono cambiare il loro ruolo, bisogna mettersi in discussione altrimenti non si va da nessuna parte”. E poi uno sguardo al budget che Messina destina ai servizi sociali: “Le vostre risorse non sono poche, ma è il come si spende che fa la differenza”.

Riflessioni che diventeranno nuova materia di discussione e confronto e che hanno dato il via agli interventi di alcuni degli attori protagonisti di questo percorso.

Il segretario della Cgil di Messina Lillo Oceano ha puntato l’attenzione sulle carenze dei servizi sociali messinesi, dai pochi posti negli asili nido alle rette che dal prossimo anno investiranno anche le famiglie a reddito zero, e sul fatto che negli anni Palazzo Zanca ha mantenuto invariate le sue spese senza destinare mai un centesimo in più ad un settore che eroga servizi ai cittadini più deboli. “Quando parliamo di risorse parliamo di scelte, quando parliamo di welfare parliamo di chi ha perso il lavoro ed è costretto a utilizzare i sevizi del volontariato. O ci occupiamo realmente di questo tessuto o rischiamo la disgregazione. Se guardiamo le periferie si nota l’accrescersi di una frattura soprattutto tra le giovami generazioni. E chi se ne deve occupare se non l’amministrazione comunale?”.

Da Filippo Santoro dell’Ordine assistenti sociali è arrivato invece il consiglio di ripartire dal territorio perché solo così si può cogliere il disagio, leggere il bisogno e intervenire per determinare un cambiamento. “La nostra proposta è stata quella di andare a prevedere un servizio che si va a collocare sul territorio, ad esempio nei quartieri, e sappia programmare interventi e servizi. Se il cittadino non viene messo nelle condizioni di accedere al servizio rimangono tutte parole vuote, per creare un sistema funzionale serve rete sociale sul territorio”.

Graziano Giuffrida, a nome dell’Irccs, ha parlato dei progetti realizzati in questi anni dal centro neruolesi per far capire che con un’attenta programmazione è possibile offrire servizi di qualità e diversificati a seconda delle esigenze dell’utenza.

Debora Colicchia, per la Legacoop e Centrale delle cooperative, ha invece puntato i riflettori sulle spesso tanto bistrattate cooperative sociali per far rilevare che attualmente a Messina sono loro a gestire servizi e progettualità, anche in campo sanitario. “Se rimaniamo dentro il vincolo che la cooperative erogano solo servizi tutto il sistema si svuota di significato. Al centro della nostra azione c’è sempre la persona. Le risorse sono un tema scottante, le cooperative mettono a disposizione tutto il capitale umano che hanno e sono pronte ad aiutare ad intercetterare nuove risorse che provengono anche dal privato. Tutto però deve rientrare in una logica di integrazione reale e da una presa in carico congiunta”.

Dall’Ordine dei Medici, rappresentato da Salvatore Rotondo, la disponibili a fornire consulenze e idee nuove che possano essere utili a tutta la società, ma partendo dalla necessità di cambiare le metodologie di distribuzione delle risorse e gli aspetti burocratici che spesso rallentano e ostacolano i cambiamenti.

Un appello per l’amministrazione è arrivato alla fine da Enza Sofo: “Alla base di tutto deve esserci più giustizia sociale e questo forse l’abbiamo tutti dimenticato. E tocca all’amministrazione dare la visione politica entro cui muoversi e fare quelle scelte necessarie per non lasciare indietro gli ultimi”.

Un lungo e ricco dibattito che oggi proseguirà con i contributi degli altri assessori della giunta Accorinti, nell’ottica che per costruire un vero welfare bisogna toccare tanti aspetti della vita dei cittadini, e con la presenza di Paolo Amenta, vice presidente dell’Anci Sicilia. Poi si potranno davvero tirare le somme di questi Stati generali e capire se davvero sarà questa la base per ridisegnare i servizi sociali.

Francesca Stornante

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Il programma degli Stati Generali dei servizi sociali

Sussidiarietà Benessere Solidarietà: Un Patto per la Città  STATI GENERALI DEI SERVIZI SOCIALI  28-29 MAGGIO 2015 PALAZZO DELLA CULTURA – MESSINA

GIOVEDI’ 28 MAGGIO  ore 16:00 – 20:00

Saluti  

Renato ACCORINTI , Sindaco Comune di Messina

 Introduzione ai lavori

Antonino MANTINEO, Assessore  Politiche Sociali  Comune di Messina

16.30 – Restituzione del processo partecipativo a cura del gruppo di lavoro

Antonino ANASTASI, Esperto del Sindaco

17.00 – Nuovi rischi e nuovi bisogni

Maria DI PIETRO, Giovanna ISAJA, Servizio sociale professionale Comune di Messina

Adriana FERRUCCIO, Antonio GIARDINA, Servizio sociale ASP Messina

17.45 – Quali politiche di integrazione per la costruzione di un welfare di comunità

Gennaro IZZO, Coordinatore ufficio di piano ambito territoriale Napoli 33

 18.30 – Interventi preordinati

Sindacati Confederali, Ordini professionali, IRCCS Neurolesi, Centrali cooperative

 Dibattito

 VENERDI’ 29 MAGGIO ore 9:00 – 13:00

9.00 – Politiche integrate per lo sviluppo di comunità

Antonina SANTISI, Psicologa – ASP Messina

9.30 – Il ruolo dell’ente locale nella costruzione del welfare di comunità

Paolo AMENTA, Vice presidente ANCI Sicilia

Interventi preordinati

10.00   Direttore Generale

10.30   Assessore Politiche educative

10.45   Assessore Politiche culturali

11.00  Assessore Politiche abitative

11.15   Assessore Mobilità

11.30   Assessore Politiche ambientali

11.45   Garante dell’infanzia

12.00  Consulta delle Organizzazioni sociali

DIBATTITO

Conclusioni

Antonino MANTINEO, Assessore  Politiche Sociali  Comune di Messina

Per informazioni

Segreteria Assessorato: Palazzo Zanca 0906409248  e-mail:

statigeneraliservizisociali@comune.messina.it

statigeneralideiservizisocialimessina.wordpress.com/

http://www.comune.messina.it

ILLUSTRATO STAMANI A PALAZZO ZANCA IL PRIMO STEP DEL PROCESSO PER LA ”SUSSIDIARIETA’ BENESSERE SOLIDARIETA’: UN PATTO PER LA CITTA’ – STATI GENERALI DEI SERVIZI SOCIALI”: GIOVEDI’ 28 E VENERDI’ 29 APPUNTAMENTI AL PALACULTURA

L’assessore ai Servizi Sociali, Nino Mantineo, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Zanca, presente l’esperto comunale, Antonino Anastasi, ha presentato oggi ai giornalisti il programma delle due giornate conclusive del primo step del processo per la realizzazione di “Sussidiarietà benessere solidarietà: Un Patto per la Città – Stati Generali dei servizi sociali”, promosso dall’assessorato ai Servizi Sociali e condiviso dall’Amministrazione comunale, in programma giovedì 28 e venerdì 29 al Palacultura. Obiettivo dell’iniziativa è quello di rendere pubblico il progetto di costruzione partecipata, con il concorso delle istituzioni, del privato no profit e di tutti i cittadini di un welfare di comunità idoneo a rispondere ai reali bisogni della comunità cittadina. “Attraverso gli Stati Generali l’Amministrazione comunale – ha dichiarato Mantineo –  intende creare opportunità  affinché la città sia inclusiva ed accogliente verso le persone più fragili, nonché proporre condizioni di benessere per tutti, con l’esigenza di una riorganizzazione amministrativa del sistema dei servizi sociali nel Comune di Messina e nel Distretto D26. Il Comune, in particolare, svolge tre funzioni essenziali, ”imprenditoriale” nei confronti delle risorse civiche presenti nella comunità, ”di regolazione”, ovvero di regia di tutti gli attori che partecipano alla realizzazione del benessere di comunità, e ”di controllo dei risultati” considerato che i profili qualitativi di servizi sono cruciali per garantire reale benessere per la comunità. Nell’ottica di promuovere un welfare comunitario e delle opportunità è stato avviato  – continua l’Assessore – un ciclo di incontri  con i diversi attori sociali e istituzionali per arrivare con maggiore consapevolezza, condivisione, impegno e senso di responsabilità, agli Stati Generali dei servizi sociali. Le linee di riflessioni emerse nel corso di precedenti incontri si possono riassumere nell’esigenza di una discontinuità con il passato nel modo di pensare e di organizzare i servizi sociali; la separazione tra politiche per il welfare, tra aree, tra assessorati e conseguente frammentarietà degli interventi; bisogno di trasparenza sull’erogazione e fruizione dei servizi; distanza tra cittadini e servizi, difficoltà nell’accesso alle informazioni e ai servizi; inadeguata attribuzione di risorse. Pertanto le scelte strategiche più generali di visione e conseguente organizzazione per l’Amministrazione risultano essere una gestione delle politiche sociali dentro un sistema integrato di welfare municipale orientate al benessere di tutti, a partire dalle fasce più deboli e fragili della popolazione; consequenziale adozione di logiche di sistema, sia interne alle politiche sociali che soprattutto tra politiche integrate per il welfare (politiche del lavoro, urbanistiche, dei trasporti, abitative, educative, culturali…del tempo libero …); coerenza tra linee politiche e atti amministrativi concreti attraverso anche l’attribuzione di risorse adeguate. Per quanto riguarda invece le scelte specifiche per il settore dei servizi sociali è necessaria una reingegnerizzazione del modello organizzativo del dipartimento, attraverso l’istituzione dell’ufficio di servizio sociale; una chiara articolazione e distinzione dei ruoli e delle responsabilità amministrative e tecniche di assistente sociale; la dotazione di strumenti adeguati per la creazioni di reti informatiche; l’adozione di metodologie di lavoro codificate e proceduralizzate; la chiara mappatura dei servizi erogati e dei suoi beneficiari; l’applicazione sistematica del processo di “valutazione” della qualità dei servizi resi; decentrare i servizi sul territorio; e istituire presidi di cittadinanza, anche attraverso il contributo del terzo Settore. Non è in discussione la questione ”Servizi Sociali” ma l’architettura del welfare nella città di Messina che chiama in gioco tutti i settori e implica l’integrazione delle politiche per disegnare un nuovo volto del benessere, a partire dalle situazioni più difficili e dalle persone con minori opportunità. Costruire e partecipare al welfare municipale  – ha concluso Mantineo – equivale a contribuire ad un ”sistema complesso” che richiede un’architettura altrettanto articolata che superi la logica emergenziale”. Il programma delle due giornate, nell’ambito del progetto “Sussidiarietà Benessere Solidarietà: Un Patto per la Città”, prevede giovedì 28, alle ore 16, dopo i saluti del sindaco, Renato Accorinti, l’introduzione dei lavori da parte dell’assessore alle Politiche Sociali, Nino Mantineo; alle 16.30, l’esperto del Sindaco, Antonino Anastasi, relazionerà su “Restituzione del processo partecipativo”, a cura del gruppo di lavoro; alle 17, “Nuovi rischi e nuovi bisogni” saranno trattati da Maria Di Pietro e Giovanna Saja, del servizio comunale sociale professionale, e da Adriana Ferruccio e Antonio Giardina, del servizio sociale ASP Messina; alle 17.45, Gennaro Izzo, coordinatore ufficio di piano ambito territoriale Napoli 33, analizzerà sul tema “Quali politiche di integrazione per la costruzione di un welfare di comunità”; alle 18.30, sono previsti gli interventi preordinati di rappresentanti dei sindacati confederali, degli ordini professionali, dell’IRCCS Neurolesi, e di Centrali cooperative, a seguire il dibattito conclusivo. I lavori proseguiranno venerdì 29, con alle ore 9, l’intervento della psicologa  dell’ ASP Messina, Antonina Santisi, su “Insieme per lo sviluppo di comunità: i determinanti del benessere”; alle 9.30, il vice presidente dell’ ANCI Sicilia, Paolo Amenta, tratterà “Il ruolo dell’ente locale nella costruzione del welfare di comunità”; dalle 10 alle 12, in programma gli interventi preordinati del Direttore Generale, Antonio Le Donne; e degli assessori comunali alle Politiche Educative, Culturali, Abitative, alla Mobilità, alle Politiche Ambientali, del Garante dell’infanzia, della Consulta delle Organizzazioni sociali. Dopo il dibattito le conclusioni dei lavori saranno tratte dall’assessore Mantineo. Per informazioni è possibile contattare la segreteria dell’assessorato a Palazzo Zanca tel. 0906409248, http://www.comune.messina.it e-mail: statigeneraliservizisociali@comune.messina.it ; statigeneralideiservizisocialimessina.wordpress.com/

”SUSSIDIARIETA’ BENESSERE SOLIDARIETA’: UN PATTO PER LA CITTA’ – STATI GENERALI DEI SERVIZI SOCIALI”: VENERDI’ 22 CONFERENZA STAMPA A PALAZZO ZANCA

Venerdì 22, alle ore 11.15, l’assessore alle Politiche Sociali, Nino Mantineo, ed il suo staff, illustreranno, nel corso di una conferenza stampa che si terrà nella Sala Falcone Borsellino di Palazzo Zanca, il programma delle due giornate conclusive del primo step del processo per la realizzazione di “Sussidiarietà benessere solidarietà: Un Patto per la Città – Stati Generali dei servizi sociali”, promosso dall’assessorato ai Servizi Sociali e condiviso dall’Amministrazione comunale in programma giovedì 28 e venerdì 29 al Palacultura. Obiettivo dell’iniziativa è quello di rendere pubblico il progetto di costruzione partecipata, con il concorso delle istituzioni, del privato no profit e di tutti i cittadini, di un welfare di comunità, di patto per una città che vuole essere inclusiva ed accogliente certamente verso le persone più fragili, ma che intende proporre condizioni di benessere per tutti, non trascurando l’esigenza di una riorganizzazione amministrativa del sistema dei servizi sociali nel Comune di Messina e nel Distretto D26.

”SUSSIDIARIETA’ BENESSERE SOLIDARIETA’: UN PATTO PER LA CITTA’ – STATI GENERALI DEI SERVIZI SOCIALI”: GIOVEDÌ 28 E VENERDÌ 29 INCONTRO AL PALACULTURA

Giovedì 28 e venerdì 29, al Palacultura, si svolgeranno due giornate conclusive del primo step del processo per la realizzazione di “Sussidiarietà benessere solidarietà: Un Patto per la Città – Stati Generali dei servizi sociali”, promosso dall’assessore ai Servizi sociali, Nino Mantineo, e condiviso dall’Amministrazione comunale. Obiettivo dell’iniziativa è quello di rendere pubblico il progetto di costruzione partecipata, con il concorso delle istituzioni, del privato no profit e di tutti i cittadini, di un welfare di comunità, di patto per una città che vuole essere inclusiva ed accogliente certamente verso le persone più fragili, ma che intende proporre condizioni di benessere per tutti, non trascurando l’esigenza di una riorganizzazione amministrativa del sistema dei servizi sociali nel Comune di Messina e nel Distretto D26. Lunedì 25, alle ore 10.30, l’assessore Mantineo ed il suo staff illustreranno il programma della due giorni nel corso di una conferenza stampa nella Sala Falcone Borsellino di Palazzo Zanca.