PRIMA GIORNATA Ecco gli ingredienti degli Stati generali dei servizi sociali. Obiettivo: un Patto per una città più vivibile

Lungo dibattito nella prima giornata dedicata agli Stati generali dell’assessore Nino Mantineo. Si è parlato di welfare, necessità di condivisione dei percorsi, nuovi modelli di gestione, cooperative, bisogni e utenti. Tanti i protagonisti in campo, dai sindacati agli ordini professionali. Oggi a partire dalle 9 la seconda giornata al Palacultura.

Stati generali come momento conclusivo di un percorso di incontri, confronti e studio, stati generali comepunto di partenza per quella che dovrà essere la nuova organizzazione da dare ai servizi sociali, ma non solo. Perché limitare il ragionamento ai soli servizi sociali può apparire riduttivo e invece l’ambizione è di creare un modello nuovo di welfare, cioè di tutto ciò che riguarda e garantisce il benessere e la qualità della vita dei cittadini. E’ stato questo il leit motiv della prima giornata degli Stati generali dei servizi sociali, promossi dall’assessore Nino Mantineo. Ieri pomeriggio è stato dato il via a questa due giorni ospitata al Palacultura e tutta dedicata a tirare le somme di questi mesi di concertazione tra tutti gli attori del terzo settore. Un appuntamento attesissimo dall’assessore Mantineo che ha riposto negli Stati generali la ricetta per cambiare la rotta di un settore che continua a soffrire e che in questi due anni non ha portato a  quella rivoluzione che ci si aspettava dall’amministrazione Accorinti. Un appuntamento che ha visto la partecipazione degli operatori sociali, di alcuni assessori della giunta (Cacciola, Signorino, Ialacqua), del mondo cooperativistico rappresentato da Legacoop e da molti presidenti delle cooperative che in questo momento gestiscono i servizi comunali, dei sindacati Cgil e Uil, dei rappresentati degli ordini professionali, delle associazioni.

L’apertura dei lavori è toccata al SindacoRenato Accorinti che, consapevole che le difficoltà che ancora oggi ci sono nel settore dei servizi sociali fanno soffrire chi dovrebbe esserne servito, si è appellato ancora una volta allo spirito di comunità che l’amministrazione vuole infondere ai messinesi. Il primo cittadino ha parlato di diritti, legalità, di un sistema da cambiare ma da parte di tutti perché nessuno ha verità assolute e solo dalla condivisione dei percorsi si possono tracciare nuove strade. Poi l’intervento della Presidente Consiglio comunale Emilia Barrile che ha chiesto all’amministrazione di iniziare a programmare sul serio i servizi sociali in modo da garantire non solo funzionalità ma anche una migliore organizzazione.

All’assessore Mantineo il compito di spiegare cosa sono stati e cosa saranno gli Stati generali, quali sono gli obiettivi che bisognerà centrare dopo questo momento di confronto, come si tradurrà tutto ciò che è stato detto in atti concreti. “È venuto il momento di stipulare un patto affinchè tutti gli attori si stringano attorno a un’idea di città più vivibile. Non rassegniamoci al decadimento e al degrado, alla convinzione che Messina è una città da cui scappare. Abbiamo programmato questi Stati generali non solo puntando alla qualità dei servizi sociali ma a quella del welfare e della vita delle persone” ha esordito Mantineo che vuole rispondere anche ai tanti che, in questi mesi, hanno chiesto perché sono dovuti trascorrere due anni prima di arrivare a proporre un percorso simile. “Perché non l’abbiamo fatto due anni fa? Perché la soluzione non la può dare un uomo solo e nonostante so bene di essere stato il più contestato sono ancora certo che questa era l’unica strada percorribile. La soluzione non poteva essere un elemento che cambiava di colpo la condizione dei servizi sociali. Sono stati due anni faticosi tra proroghe necessarie per garantire i servizi, limiti che condizionano il lavoro di programmazione e risorse sempre incerte, ma adesso dobbiamo uscire dall’emergenza. Magari anche segnalando che certe cose si potevano correggere già da tempo”.  Per l’assessore il fulcro resta la costituzione di un Ufficio servizi sociali unicoche possa programmare, verificare i bisogni, controllare i servizi, bisogna integrare i servizi e superare la frammentarietà municipale per valorizzare un impianto distrettuale che diventa indispensabile nell’ottica della città metropolitana. Il Comune, insomma, non dovrà essere più il mero erogatore di risorse economiche ma l’ente che organizza e favorisce il raccordo tra quanto c’è di buono nell’attuale sistema e la necessità di rinnovamento e innovazione.

In questa prospettiva si mira all’stituzione di un unico centro di costo che possa essere la cabina di regia dell’intero welfare locale che dovrà realmente contemplare sia l’aspetto sociale che quello sanitario senza inutili dicotomie. Necessaria sarà un’attenta e rigorosaanalisi dei bisogni sulla quale costruire le strategie condivise che consentono di dare risposte ai cittadini in termini di servizi socio-sanitari più accessibili e qualitativamente eccellenti. Questi i punti affrontati da Maria Di Pietro e Giovanna Isaja del servizio sociale comunale e da Adriana Ferruccio del servizio sociale dell’Asp di Messina.

Naturalmente non poteva mancare la squadra di esperti che in questi due anni l’assessore Mantineo ha messo in piedi per supportarlo nell’azione amministrativa. Salvatore Rizzo ha voluto puntare l’attenzione sul fatto che in gioco non c’è solo il futuro dei servizi sociali, ma dell’idea di città che si vuole realizzare. Ha ricordato che le difficoltà di agire mentre la macchina è in corsa sono tante, soprattutto quando si fanno i conti con risorse limitate e scontri di interessi. “Dobbiamo ricostruire le fondamenta e dare vita ad un sistema compiuto di welfare ripensando nuovi paradigmi e modalità innovative di fruizione dei servizi, anche superando dogmi ben consolidati”.

All’altro esperto Antonio Anastasi invece il compito di raccontare il percorso di questi Stati generali, iniziato ormai oltre un anno fa e che da febbraio ha contato circa 20 incontri con una cinquantina di attori. “Abbiamo offerto a tutti qual era la nostra idea e indicato delle linee di riflessione sulla metodologia di lavoro condivisa, sulle risorse da impiegare, sul modello organizzativo da adottare, sui percorsi condivisi di formazione e riqualificazione da mettere in atto. Hanno risposto alla nostra chiamata gli Ordini dei consulenti del lavoro, dei medici, degli assistenti sociali, degli psicologi, numerosi istituti scolastici, l’Asp, il Cesv. Oggi sappiamo che abbiamo un patto da scrivere ma il percorso non è ancora concluso” ha spiegato Anastasi che ha poi fatto qualche esempio dei suggerimenti avuti in questi mesi di confronti. “Un primo punto da cui partire, e a questo arriveremo abbastanza presto, è ilpunto unico di accesso ai servizi che consentirebbe di qualificare l’intervento che offriamo ai cittadini e di conoscere meglio le effettive esigenze dell’utenza e di attuare un piano individualizzato di assistenza”. I tanti contributi ricevuti diventeranno piste di lavoro su cui muoversi, a cominciare dall’esigenza di integrare le politiche per avere un welfare che davvero risponde al bisogno di benessere dei cittadini.

Ospite d’onore di questa prima giornata è stato Gennaro Izzo, Coordinatore ufficio di piano ambito territoriale Napoli 33, che ha parlato di programmazione del welfare di comunità mettendo a confronto l’esperienza messinese con quella di altre realtà italiane, facendo un plauso alla scelta di avviare gli Stati generali come metodo concertativo. Il suggerimento di Izzo è di approdare ad un regolamento prima comunale poi distrettuale per definire chi concerta e con quale potere e definire i compiti di chi poi deve produrre in atti quanto emerge dalle riflessioni condivise. “La prima cosa da fare è andare insieme agli operatori per capire l’utenza e la domanda in termini di servizi. Chi decide di restare fuori da questo cammino resta fuori dal coro e canta da solo. Bisogna costruire la certezza che bel progetto è destinato a finire se resta fuori dalla regia pubblica”. Per Izzo deve passare tutto dall’intercettazione dei bisogni e delle innovazioni attraverso un modello unico di gestione che non crei frammentazioni tra il piano sociale e quello sanitario. “Se la concertazione diventa una regola non solo è perfezionabile ma possiamo arrivare a qualcosa di nuovo. Gli operatori sociali devono cambiare il loro ruolo, bisogna mettersi in discussione altrimenti non si va da nessuna parte”. E poi uno sguardo al budget che Messina destina ai servizi sociali: “Le vostre risorse non sono poche, ma è il come si spende che fa la differenza”.

Riflessioni che diventeranno nuova materia di discussione e confronto e che hanno dato il via agli interventi di alcuni degli attori protagonisti di questo percorso.

Il segretario della Cgil di Messina Lillo Oceano ha puntato l’attenzione sulle carenze dei servizi sociali messinesi, dai pochi posti negli asili nido alle rette che dal prossimo anno investiranno anche le famiglie a reddito zero, e sul fatto che negli anni Palazzo Zanca ha mantenuto invariate le sue spese senza destinare mai un centesimo in più ad un settore che eroga servizi ai cittadini più deboli. “Quando parliamo di risorse parliamo di scelte, quando parliamo di welfare parliamo di chi ha perso il lavoro ed è costretto a utilizzare i sevizi del volontariato. O ci occupiamo realmente di questo tessuto o rischiamo la disgregazione. Se guardiamo le periferie si nota l’accrescersi di una frattura soprattutto tra le giovami generazioni. E chi se ne deve occupare se non l’amministrazione comunale?”.

Da Filippo Santoro dell’Ordine assistenti sociali è arrivato invece il consiglio di ripartire dal territorio perché solo così si può cogliere il disagio, leggere il bisogno e intervenire per determinare un cambiamento. “La nostra proposta è stata quella di andare a prevedere un servizio che si va a collocare sul territorio, ad esempio nei quartieri, e sappia programmare interventi e servizi. Se il cittadino non viene messo nelle condizioni di accedere al servizio rimangono tutte parole vuote, per creare un sistema funzionale serve rete sociale sul territorio”.

Graziano Giuffrida, a nome dell’Irccs, ha parlato dei progetti realizzati in questi anni dal centro neruolesi per far capire che con un’attenta programmazione è possibile offrire servizi di qualità e diversificati a seconda delle esigenze dell’utenza.

Debora Colicchia, per la Legacoop e Centrale delle cooperative, ha invece puntato i riflettori sulle spesso tanto bistrattate cooperative sociali per far rilevare che attualmente a Messina sono loro a gestire servizi e progettualità, anche in campo sanitario. “Se rimaniamo dentro il vincolo che la cooperative erogano solo servizi tutto il sistema si svuota di significato. Al centro della nostra azione c’è sempre la persona. Le risorse sono un tema scottante, le cooperative mettono a disposizione tutto il capitale umano che hanno e sono pronte ad aiutare ad intercetterare nuove risorse che provengono anche dal privato. Tutto però deve rientrare in una logica di integrazione reale e da una presa in carico congiunta”.

Dall’Ordine dei Medici, rappresentato da Salvatore Rotondo, la disponibili a fornire consulenze e idee nuove che possano essere utili a tutta la società, ma partendo dalla necessità di cambiare le metodologie di distribuzione delle risorse e gli aspetti burocratici che spesso rallentano e ostacolano i cambiamenti.

Un appello per l’amministrazione è arrivato alla fine da Enza Sofo: “Alla base di tutto deve esserci più giustizia sociale e questo forse l’abbiamo tutti dimenticato. E tocca all’amministrazione dare la visione politica entro cui muoversi e fare quelle scelte necessarie per non lasciare indietro gli ultimi”.

Un lungo e ricco dibattito che oggi proseguirà con i contributi degli altri assessori della giunta Accorinti, nell’ottica che per costruire un vero welfare bisogna toccare tanti aspetti della vita dei cittadini, e con la presenza di Paolo Amenta, vice presidente dell’Anci Sicilia. Poi si potranno davvero tirare le somme di questi Stati generali e capire se davvero sarà questa la base per ridisegnare i servizi sociali.

Francesca Stornante

http://www.tempostretto.it/news/prima-giornata-ingredienti-stati-generali-servizi-sociali-obiettivo-patto-citt-pi-vivibile.html

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